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Visualizzazione dei post da maggio, 2022
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 Il rito druidico Si appressava la mezzanotte, e secondo il programma di Agliè ci attendeva la seconda sorpresa della serata. Lasciammo gli orti palatini e riprendemmo il viaggio attraverso le colline. Dopo tre quarti d'ora di viaggio Agliè fece parcheggiare le due macchine ai bordi di una boscaglia . Occorreva attraversare una macchia, disse, per arrivare a una radura, e non c'erano né strade né sentieri. Procedevamo, leggermente in salita, scalpicciando nel sottobosco: non era bagnato, ma le scarpe scivolavano su un deposito di foglie marce e di radici viscide. Agliè ogni tanto accendeva una pila per individuare passaggi praticabili, ma la spegneva subito perché — diceva — non bisognava segnalare la nostra presenza ai celebranti. [....] Mentre stavamo per uscire dalla macchia, incominciammo a udire voci lontane. Finalmente arrivammo ai margini della radura, che ormai appariva illuminata da luci soffuse, come fiaccole, o meglio, lumi che ondeggiavano quasi raso t...
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  Rubedo Poi fu una luce quasi abbacinante, e apparvero immagini sfavillanti, che si riflettevano per ogni dove creando un effetto di caleidoscopio. Gli effluvi ora erano liturgici, chiesastici, cominciai ad avvertire male alla testa, una sensazione di peso alla fronte, intravedevo una sala sfarzosa coperta di arazzi dorati, forse un banchetto nuziale , con uno sposo principesco e una sposa biancovestita, poi un re anziano e una regina sul trono, accanto a loro un guerriero, e un altro re scuro di pelle. Davanti al re un piccolo altarino su cui posavano un libro coperto di velluto nero e un lume in un candelabro d'avorio. Accanto al candelabro un globo ruotante e un orologio sormontato da una piccola fontana di cristallo, dalla quale scorreva un liquido color sangue. Sopra la fontana c'era forse un teschio, dalle occhiaie strisciava un serpente bianco [...]  Il serpente si muoveva al ritmo di una musica triste e lenta. I vecchi monarchi indossavano ora una veste nera e ...
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  Albedo Zolfo e mercurio parevano congiungersi in un caldo umido che mi faceva palpitare l'inguine, ma senza violenza. Attendevo íl Rebis, il fanciullo androgino, il sale filosofale, il coronamento dell' opera al bianco . [...] E mi sorprendevo a mormorare nomi remoti, nomi che certamente, lo sapevo, i Filosofi avevano dato al Bianco, ma con cui io – forse – stavo chiamando trepidamente Lorenza – non so, o forse soltanto ripetevo tra me e me come una litania propiziatoria: Rame bianco, Agnello immacolato, Aibathest, Alborach, Acqua benedetta, Mercurio purificato, Orpimento, Azoch, Baurach, Cambar, Caspa, Cerusa, Cera, Chaia, Comerisson, Elettro, Eufrate, Eva, Fada, Favonio, Fondamento dell'Arte, Pietra preziosa di Givinis, Diamante, Zibach, Ziva, Velo, Narciso, Giglio, Ermafrodito, Hae, Ipostasi, Hyle, Latte di Vergine, Pietra unica, Luna piena, 212 Madre, Olio vivente, Legume, Uovo, Flemma, Punto, Radice, Sale della Natura, Terra fogliata, Tevos, Tincar, Vapore, Stell...
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  Nigredo ............................................................................ Improvvisamente la sala cadde nella penombra e le pareti si illuminarono. Mi accorsi che erano ricoperte per tre quarti da uno schermo semi-circolare su cui stavano per essere proiettate delle immagini. Come apparvero mi resi conto che parte del soffitto e del pavimento erano di materiale riflettente, e riflettenti erano anche alcuni degli oggetti che prima mi avevano colpito per la loro rozzezza, le paillettes, la bilancia, uno scudo, alcune coppe di rame. Ci trovammo immersi in un ambiente acquoreo, dove le immagini si moltiplicavano, si segmentavano, si fondevano con le ombre degli astanti, il pavimento rifletteva il soffitto, questo íl pavimento, e tutti insieme le figure che apparivano sulle pareti. Insieme alla musica, si diffusero per la sala odori sottili, dapprima incensi indiani, poi altri, più imprecisi, a tratti sgradevoli. Dapprima la penombra sfumò in un buio assoluto, p...
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L'iniziazione  Prologo -------------------- Pareva una pianura modulata da dune, ed era mezza montagna. Come se la mano di un demiurgo inabile avesse pressato cime che gli erano parse eccessive, trasformandole in una cotognata gibbosa senza soste, sino al mare, chissà, o sino ai pendii di catene più aspre e decise. Arrivammo al villaggio dove, al bar della piazza centrale, avevamo appuntamento con Agliè e Garamond. Alla notizia che Lorenza non era con noi Agliè, se pure ne fu contrariato, non lo dette a vedere. "La nostra squisita amica  non vuole partecipare con altri i misteri che la definiscono . Singolare pudore, che apprezzo," disse. E fu tutto. Procedemmo, in testa la Mercedes di Garamond e in coda la Renault di Belbo, per valli  e  colline, sino a che, mentre la luce del sole stava scemando, arrivammo in vista di una  strana   costruzione inerpicata su un colle, una sorta di castello settecentesco, giallo, da cui si  dipartivano, cos...
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Villa Unione degli Dei 1) Gallo 2) Pan 3) Palladium 4) Serra 5) Orti palatini
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 Kabbalah for dummies INDICE ........................................................ Credo che ci voglia tutti con lui domenica sera. Ci vuole condurre in un castello, una rocca,  dirò di più,  una splendida villa  nel torinese . Pare che vi accadranno cose straordinarie, un rito, una  celebrazione, un sabba, in cui qualcuno fabbricherà oro o argento vivo o qualcosa di simile.  [...] Avevamo davvero un appuntamento con Agliè, sulle colline del torinese , mi confermò Belbo. Doppio appuntamento. Prima parte della serata, una festa nel castello di un rosacrociano molto benestante, e dopo Agliè ci avrebbe portato a qualche chilometro di distanza dove  si sarebbe svolto, naturalmente a mezzanotte, un rito druidico su cui era stato molto vago. [...] 197  Cliccare sulle parole blu, sono dei link.
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 Il bar Pilade Venuto dalla luce e dagli dei, eccomi in esilio, separato  da loro. (Frammento di Turfa' n M7) Il bar Pilade * era a quei tempi il porto franco, la taverna galattica dove gli alieni di Ophiulco, che assediavano la Terra, si incontravano senza frizioni con gli uomini dell'Impero, che pattugliavano le fasce di van Allen. Era un vecchio bar lungo i Navigli, col banco di zinco, il bigliardo, e i tranvieri e gli artigiani della zona che venivan di prima mattina a farsi un bianchino. Verso il sessantotto, e negli anni seguenti, Pilade era divenuto un Rick's Bar dove allo stesso tavolo il militante del Movimento poteva giocare a carte col giornalista del quotidiano padronale, che andava a farsi un baby alla chiusura del numero, mentre già i primi camion partivano per distribuire nelle edicole le menzogne del sistema . Ma da Pilade anche il giornalista si sentiva un proletario sfruttato, un produttore di plusvalore incatenato a montare ideologia , e gli s...
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 Terza guerra mondiale
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Baphomet 
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 La Grande Opera
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  Gröfaz [...] Se lo scopo di Hitler fosse stato quello di conquistare la Russia, avrebbe ingannato la gente del posto e poi li avrebbe schiacciati. Il vero obiettivo di Hitler non era quello di sconfiggere la Russia, ma che la Russia sconfiggesse la Germania. Hitler non cercò di ingannare gli slavi sui suoi piani genocidi per loro, e, invece, di essere accolto favorevolmente, vinse la loro implacabile resistenza e odio. Stalin sapeva di potersi fidare di Hitler, un collega agente degli Illuminati, per una caduta. Allo stesso modo, se il vero scopo di Hitler fosse stato quello di contrastare i banchieri ebrei, avrebbe invaso l'Inghilterra e non la Russia. Nonostante il fatto che Hitler avesse coperto il traditore Bormann, Gehlen non giunse all'ovvia deduzione che gli "errori elementari" di Hitler fossero deliberati. Nel suo libro, Gehlen descrive alcuni di questi errori. Lo stato maggiore voleva concentrare le risorse sulla cattura di Mosca. Hitler ha insistito per di...
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Tikkùn 'Olàm