Albedo



Zolfo e mercurio parevano congiungersi in un caldo umido che mi faceva palpitare l'inguine, ma senza violenza. Attendevo íl Rebis, il fanciullo androgino, il sale filosofale, il coronamento dell' opera al bianco . [...]

E mi sorprendevo a mormorare nomi remoti, nomi che certamente, lo sapevo, i Filosofi avevano dato al Bianco, ma con cui io – forse – stavo chiamando trepidamente Lorenza – non so, o forse soltanto ripetevo tra me e me come una litania propiziatoria: Rame bianco, Agnello immacolato, Aibathest, Alborach, Acqua benedetta, Mercurio purificato, Orpimento, Azoch, Baurach, Cambar, Caspa, Cerusa, Cera, Chaia, Comerisson, Elettro, Eufrate, Eva, Fada, Favonio, Fondamento dell'Arte, Pietra preziosa di Givinis, Diamante, Zibach, Ziva, Velo, Narciso, Giglio, Ermafrodito, Hae, Ipostasi, Hyle, Latte di Vergine, Pietra unica, Luna piena,

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Madre, Olio vivente, Legume, Uovo, Flemma, Punto, Radice, Sale della Natura, Terra fogliata, Tevos, Tincar, Vapore, Stella della Sera, Vento, Virago, Vetro del Faraone, Orina di Bambino, Avvoltoio, Placenta, Mestruo, Servo fuggitivo, Mano sinistra, Sperma dei Metalli, Spirito, Stagno, Succo, Zolfo untuoso... Nella pece, ora grigiastra, si stava disegnando un orizzonte di rocce e alberi rinsecchiti, oltre al quale stava tramontando un sole nero.

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Umberto Eco, Il pendolo di Foucault

"L'albedo consiste in definitiva nella distillazione dell'Io dall'inconscio." Gianfranco Bertagni, Jung: Mysterium Coniunctionis , cap. 3, pp. 76-82, Bollati Boringhieri.

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